Marie Bamounmanan (56 anni)

Vedova, assume da sola il carico della sua famiglia

La vita è davvero difficile per le donne del Ciad. Marie è vedova e, per permettere ai suoi quattro figli di andare a scuola, ha dovuto lottare parecchio. Ha dapprima tentato con un piccolo commercio: vendeva una bibita locale che produceva lei stessa, ma ciò non era sufficiente per vivere. Il suo pezzetto di terra non rendeva granché: «Era impossibile far prosperare le nostre colture. Il raccolto veniva distrutto dagli animali degli allevatori.»

Marie Bamounmanan vive a Sarh, una cittadina situata nel Sud del Paese, molto vicina alla frontiera con la Repubblica Centrafricana. Come molte donne della sua regione, anche Marie prima raccoglieva i semi degli alberi di karité che crescono sul suo piccolo appezzamento e produceva il burro di karité artigianalmente, a mano. Un lavoro molto faticoso.

Le donne ricevono una formazione

Eppure, questa attività tradizionale possiede un grande potenziale. Caritas ha quindi sviluppato delle piattaforme di lavorazione del karité, dotate di macchinari. «Così noi donne siamo entrate nella filiera del karité» racconta Marie. Un ingegnere locale ha concepito appositamente quattro macchinari: un frantumatore, un mulino, una macchina per la torrefazione e una per la produzione del burro. Il frantumatore macina i semi, che in seguito vengono tostati nella macchina per la torrefazione. Le particelle tostate vengono quindi passate al mulino, che permette di ottenere una pasta densa. Questa pasta è mescolata con acqua e fatta girare in una zangola per ottenere una pasta più fine.

Dieci donne della filiera, tra le quali Marie, sono state scelte per seguire una formazione per l’uso corretto dei macchinari. Marie ha in seguito trasmesso il suo sapere alle donne della piattaforma aperta nel 2017 a Balimba, una cittadina vicina a Sarh.

Un’ulteriore formazione ha messo l’attenzione sulle misure di igiene e sulla necessità di utilizzare acqua potabile per la trasformazione del karité. «Prima usavamo acqua qualsiasi» precisa Marie «e vi erano molte impurità. Grazie a questa formazione, il nostro burro è ora di migliore qualità

Le donne diventano autonome

La produzione ha fatto un netto salto qualitativo e quantitativo: se prima ci volevano 20 donne e tre-quattro giorni di lavoro per trasformare un sacco di semi di karité, ora quattro donne lavorano sei sacchi in un solo giorno. Un sacco permette di ottenere 36 litri di olio. Grazie alla commercializzazione e alla vendita di quest’olio, usato nell’alimentazione e nella produzione di cosmetici, Marie ha potuto finanziare la scuola sanitaria di sua figlia. Mettendo i soldi insieme alle sue sorelle, ha potuto far costruire una stanza in più nella casa di sua madre. Inoltre, la cooperativa del karité aiuta ora finanziariamente i membri bisognosi della comunità.

 «Lo sguardo su noi donne è cambiato» si rallegra Marie. «Ora sono qualcuno.»

A proposito di Marie

Nome:
Marie Bamounmanan

Età:
56 anni

Luogo:
Ciad, regione di Moyen-Chari, città di Sarh

Situazione famigliare:
vedova, ha quattro figli e quattro nipoti

Situazione abitativa:
vive con la figlia, la sorella e i suoi nipoti in uno degli spazi abitativi organizzati attorno a una corte interna, tipici della loro tradizione

Situazione lavorativa:
lavora in una cooperativa femminile che produce burro di karité. Ha seguito una formazione tecnica per la trasformazione del karité. Trasmette a sua volta il sapere acquisito alle donne della piattaforma di Balimba.

«Il karité per me è un diamante.»

Caritas Svizzera in Ciad: un aiuto utile ed efficace a lungo termine

Quasi la metà della popolazione del Ciad soffre di povertà estrema. I suoi abitanti non sanno mai se potranno mangiare a sufficienza, malgrado il fatto che l’80 per cento della popolazione attiva si occupi di agricoltura. I programmi di Caritas Svizzera in Ciad mirano ad abbassare il livello di povertà di circa 675 000 persone, grazie a uno sviluppo equo del settore agricolo e a una gestione sostenibile delle risorse naturali.

  • Sostenere lo sviluppo dei settori karité e arachidi
    Questi settori sono ora più professionali e moderni, con un particolare sostegno alle cooperative femminili. I produttori e le produttrici acquisiscono la conoscenza dei reali prezzi di mercato, consolidando così i loro diritti di fronte ai commercianti. Risultato: un aumento del ricavato delle aziende a conduzione famigliare, che permette alle donne di migliorare la condizione socio-economica della loro famiglia e aumentare il loro potere decisionale. Questo progetto è sostenuto dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ed è realizzato in collaborazione con Swissaid.
  • Consolidare l’adattamento ai cambiamenti climatici
    In Ciad, la produzione agricola è realizzata principalmente da piccole aziende famigliari molto vulnerabili e con mezzi molto limitati. Questo progetto rafforza le persone che vivono nella zona del Sahel in Ciad e migliora durevolmente l’accesso al cibo. Un aspetto importante di questo progetto è aumentare la resilienza di queste persone di fronte ai cambiamenti climatici e ai rischi di catastrofi naturali.
  • Incoraggiare la formazione professionale
    Con un tasso di analfabetismo stimato intorno al 78 per cento, sono pochissimi i giovani che seguono una formazione professionale. Questo progetto mira a garantire ai giovani una formazione professionale di qualità, rispondendo alla reale domanda del mercato del lavoro. Sviluppato su mandato della DSC, questo progetto contribuisce allo sviluppo socio-economico e alla sicurezza alimentare.
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